Breve ed incompleta cronologia di un fallimento. Par Iroel Sánchez


Sono passati dieci anni da quando Fidel ha annunciato che non avrebbe accettato di essere rieletto a capo del governo cubano. Quanti soldi saranno stati investiti, dagli USA e dall’Europa, per cercare di approfittare di questo scenario? Quanti eventi sono stati realizzati, quante pubblicazioni sono sorte con questo obiettivo? Qui si tenta una cronologia -frettolosamente e sicuramente incompleta- che copre alcuni fatti ad essa collegati a partire dalle informazioni pubbliche disponibili sul world wide web.

2008

-18 febbraio: Fidel Castro annuncia in un “Messaggio del Comandante in Capo” al popolo di Cuba che non avrebbe accettato la carica di Presidente del Consiglio di Stato e Comandante in Capo: “Ai miei cari compatrioti, che in questi giorni mi hanno fatto un grande onore eleggendomi a membro del Parlamento, dove si devono adottare importanti misure per il destino della nostra Rivoluzione, comunico che io non aspirerò né accetterò -ripeto- non aspirerò né accetterò la carica di Presidente del Consiglio di Stato e di Comandante in Capo.

-21 febbraio: Il quotidiano spagnolo El Pais pubblica un articolo di Antonio Caño contenente un’intervista a “una delle più autorevoli voci dell’esilio cubano, l’imprenditori Carlos Saladrigas”; egli è fiducioso che le dimissioni di Fidel Castro possano essere “la porta che apre definitivamente al cambiamento” e chiede alla comunità cubana di Miami ed al governo USA di agire con “prudenza” e “volontà conciliativa”, per non sprecare questa opportunità”. Secondo El Pais, Saladrigas “ha speso negli ultimi anni milioni della sua propria fortuna privata per porre in marcia un embrione di alternativa, moderata e centrista, ai vecchi dirigenti radicali che dominavano la comunità cubana negli USA”. L’intervista si intitola con una frase dell’imprenditore: “L’isolamento dell’isola serve solo a perpetuare l’agonia del regime”

-22 febbraio: Fidel risponde a Saladrigas nelle sue “Riflessioni”, dove pubblica integralmente l’articolo di El País del giorno precedente, chiama a “divertirsi” con lui e ricorda i legami familiari del personaggio con un funzionario di Fulgencio Batista, “A che buon mercato ci vuole acquistare il nuovo Carlos Saladrigas. Con il denaro di Miami, “il maggior fondo di aiuto mai conosciuto da nessuna transizione nella storia”, qualcosa che gli Stati Uniti non hanno potuto raggiungere con tutto il denaro del mondo.

-8 maggio: il giornale spagnolo El País consegna il Premio di Giornalismo Ortega y Gasset a Yoani Sánchez, lo riceve in suo nome Ernesto Hernández Busto.

-30 agosto: Ernesto Hernández Busto pubblica sul suo blog Penúltimos dias: “La mia opinione più intima sulla situazione cubana è che un intervento militare USA sarebbe la maniera più rapida e produttiva per porre fine al castrismo.”

2009

28 gennaio: si fonda la piattaforma di blog Voces Cubanas, con Yoani Sánchez come leader

– 15 aprile: il capo della Sezione d’Interessi USA all’Avana invia un cablo al Dipartimento di Stato in cui squalifica la dissidenza tradizionale e raccomanda “che è la nuova generazione di “dissidenti non tradizionali” come (la blogger) Yoani Sánchez, quella che potrebbe avere un maggior impatto a lungo termine nella Cuba dell’era post-Castro”, nello stesso documento si afferma che giovani “blogger, musicisti e artisti della plastica, non appartenenti ad organizzazioni di dissidenti” e adottano “molto meglio, posizioni ribelli di grande impatto”.

– 20 settembre: si prova la piattaforma Zunzuneo durante il Concerto per la pace a L’Avana.

-Settembre: Il Bureau of Industry and Security emette un’eccezione alla licenza di esportazione a Cuba per “dispositivi di comunicazione donati a Cuba”, tra cui telefoni cellulari, schede SIM, PDA, computer portatili e pc, unità flash USB, attrezzature Bluetooth e dispositivi di connessione Internet wireless (router wireless).

4 dicembre: cattura, a Cuba, del “contractor” nordamericano Alan Gross

2010

-21 febbraio: Hillary Clinton proclama che il Dipartimento di Stato lavora “in oltre 40 paesi per aiutare le persone messe a tacere dai governi oppressivi”

– Febbraio: si mette in marcia il programma Zunzuneo

-9 aprile: Conferenza sulla Ciberdissidenza, organizzata dal George W. Bush Institute, in Texas. Stabilisce un piano d’azione. Vi assiste Ernesto Hernández Busto.

-20 novembre: si realizza, in Santiago de Cuba, il Personal Democracy Fórum Latinoamérica nell’ambito de La Hillary Clinton’s Civil Society 2.0 initiative. Vi assiste Ernesto Hernández Busto. Alec Ross, Direttore dell’Innovazione del Dipartimento di Stato, afferma nell’evento: “Internet è il Che Guevara del XXI secolo”.

-16 dicembre: le pubblicazioni di Wikileaks rivelano il cablo, del 15 aprile 2009, e danneggiano la legittimità interna del personaggio che secondo il più alto rappresentante USA a Cuba, Jonathan Farrar, era chiamato ad “avere un maggiore impatto a lungo termine nella Cuba dell’era post-Castro”: Yoani Sánchez.

2011

-25 al 29 aprile: Riunione di Think Cuba (Pensar Cuba) presso l’Hotel Inter Continental Miramar Panama, a Panama, organizzato da Stephanie Rudat, legata a progetti di cambio di regime del Dipartimento di Stato, a Cuba ed Europa.

-Maggio: Arturo López Levy pubblica “Change In Post-Fidel Cuba: Political Liberalization, Economic Reform and Lessons for U.S. Policy” come parte del US-Cuba Policy Inciative American Estrategy Program de la New America Foundation, la più grande beneficiaria di fondi USAID nei suoi programmi di “promozione della democrazia a Cuba”. Lì, a proposito di ciò che chiama “processo di riforma”, “insieme alla liberalizzazione politica e all’emergere di una Cuba più aperta al mondo esterno” Lopez Levy prova a rispondere: “Come queste tendenze si relazionano agli interessi strategici della politica nordamericana ed il suo obiettivo dichiarato di promuovere una transizione pacifica verso una Cuba democratica ed orientata al mercato?”

-1 luglio: prima edizione dell’incontro di utenti tweeter cubani Twitthab. Assiste il corrispondente della BBC Fernando Ravsberg.

-15-27 aprile: Visita Cuba, con visto turistico, lo statunitense Ted Henken, che racconta nel suo blog El Yuma che in quel periodo ha realizzato “più di quaranta interviste ad un gruppo eterogeneo di blogger ed imprenditori.” Secondo Enrique Ubieta, in una controversia con Henken, “Ted non si comporta come uno studioso esperto, ma come un attivista che compie il suo compito.” La relazione di Hennken sulla sua attività a Cuba: “Ho parlato sia con due studenti molto ospitali dell’Università di Matanzas, Roberto Gonzalez Peralo e Harold Cardenas Lema, che hanno fondato e gestiscono il sito “rivoluzionario” La Joven Cuba, come con Erasmo Calzadilla e Alfredo Fernandez, un paio di molto amabili giovani blogger del sito Havana Times; lo stesso con le femministe nere Sandra Alvarez e Yasmín Portales, ambe associate al gruppo Bloggers Cuba, con il giornalista Ivan Garcia e l’avvocata Laritza Diversent, anch’essi neri, che sono inclusi nel portale virtuale Voces Cubanas. E sia con l’ex biochimico, scrittore e fotografo Orlando Luis Pardo Lazo e la ricercatrice ed oppositrice Miriam Celaya, come con i programmatori “ZorphDark” e RogerTM che fanno parte del collettivo digitale Bloggers Cuba.”

5 ottobre: ​​John Kerry, capo della Commissione per le Relazioni Estere del Senato, riceve il rapporto in cui si pianifica la “dottrina della connettività effettiva” per l’America Latina. Sebbene includa Cuba, non si divulgono le azioni specifiche per questo paese.

26 dicembre: Ted Henken pubblica la sua “Cartografia della blogosfera cubana. Tra “ufficiali” e “mercenari””, dove identifica i suoi intervistati come i blogger “per uscire da entrambi i monologhi sia ufficiali che oppositori”. Tutti beneficeranno di corsi negli USA e/o Olanda e Germania.

2012

-Febbraio: L’imprenditore cubano-americano Hugo Cancio fonda la rivista OnCuba.

-14 marzo: Il supplemento The Cable, della rivista Foreing Policy, annuncia che Alec Ross abbandona il Dipartimento di Stato. La rivista rivela del suo lavoro: “Ross ha guardato indietro, con orgoglio, al lavoro svolto dal suo ufficio per aiutare i ribelli siriani a stabilire le comunicazioni e comunicare tra loro in sicurezza dopo la rivoluzione in essere ed evitare la persecuzione da parte del regime di Assad. Il suo ufficio ha fornito tecnologie di comunicazione ai membri dell’opposizione nelle aree di confine siriane e ha formato ONG su come evitare la censura del regime ed il cyber-spionaggio.

Ha anche lavorato nella rivolta libica per ristabilire le reti di comunicazione nei territori in mano ai ribelli come Bengasi, in collaborazione con il defunto Amb. Chris Stevens (…) Ha formato decine di ambasciatori USA nella comprensione dell’impatto delle reti nella politica estera ed ha insegnato a funzionari entranti in Servizio. Il vecchio ufficio di Ross continuerà ad essere ospitato all’interno dell’Ufficio del Segretario di Stato

“Invece di cercare di creare un nuovo ufficio, ciò che volevamo fare era costruire una capacità istituzionale a lungo termine. Vi lascio la sensazione che il lavoro sia stato pienamente istituzionalizzato e che i programmi vivranno.”

-21 marzo: Si svolge alla Heritage Foundation di Washington DC, l’evento “Cuba ha bisogno di una rivoluzione tecnologica. Come Internet può scongelare un’isola congelato nel tempo” sponsorizzato da Google ideas e con la presenza del suo direttore Jared Cohen, che Julian Assange definisce “efficace direttore di cambio di regime di Google”. L’evento è presieduto dal senatore cubano-americano Marco Rubio. Tra i relatori il direttore dell’Ufficio Governativo di Trasmissioni a Cuba (Radio e TV Martí) Carlos Garcia Perez, l’imprenditore Carlos Saladrigas, il Vice Presidente del George W. Bush Institute, James Glassman, il direttore del programma di Azione Politica (lobby) Cuba Mauricio Claver Carone, che sarebbe poi diventato il primo cubano americano incluso nella squadra di Trump.

-29 marzo: Carlos Saladrigas impartisce conferenza all’Avana invitato dagli editori della rivista Espacio Laical che più tardi avrebbe fondato il “laboratorio di idee” Cuba Posible. Elogia e si ritrae con controrivoluzionari legati all’ambasciata USA.

-3 aprile: Fernando Ravsberg pubblica un’intervista a Carlos Saladrigas su BBC Mundo. Due giorni dopo, rassegna, ampiamente, la conferenza a Cuba dell’imprenditore nello stesso spazio ed elogia la convocazione di Espacio Laical.

-Giugno: Espacio Laical crea Casa Cuba, embrione di Cuba Posible.

-Giugno: Chiude il programma ZunZuneo

-Giugno: con l’appoggio della Sezione d’Interessi USA si svolge a L’Avana “Festival clic”, in casa del contro-rivoluzionario Antonio Rodiles e con la partecipazione di Yoani Sanchez e diplomatici USA. Lo patrocina Evento Blog Spagna con imprese quali IBM, Microsoft, Jazztel, BBVA.

-Luglio: giunge a Cuba, come vice capo della Sezione di Interessi, e dopo dell’ambasciata USA, Conrad Tribble. Molto attivo nelle reti sociali, cercherà ed otterrà l’interazione con utenti tweeter e blogger cubani.

2013

-18 febbraio: Inizia, dal Brasile, il tour internazionale di Yoani Sánchez. Ted Henken sarà il suo cicereone negli USA.

-9 marzo: Il giornalista Edmundo Garcia afferma che Carlos Saladrigas è uno dei “misteriosi promotori” della visita di Yoani Sánchez negli USA e starebbe gestendo il sua ricevimento alla Casa Bianca.

-Aprile: sorge Piramideo, il progetto di Radio Martí per inviare SMS ed e-mail, permettendo a Martínoticias.com “connettersi con un milione di cubani ogni mese”.

-Aprile: Denunciano che il Twitter di Espacio Laical solo segue la pubblicazione, finanziata dal governo USA, Diario de Cuba e Yoani Sánchez.

-10 maggio: Seconda edizione del Twitthab nel parco Villalón, presente Fernando Ravsberg. Accorre e si presenta il diplomatico USA Conrad Tribble.

-14 maggio: Appare il primo articolo da Cuba, di autore anonimo, di El Toque, piattaforma di Radio Nederland, finanziata dal governo olandese. Il suo obiettivo sono “i paesi in cui la libertà di espressione è limitata da leggi e tabù”. El Toque avrebbe inizialmente pubblicato giovani autori di Cuba, Messico, Venezuela e Colombia per terminare pubblicando solo cubani.

2014

-1 gennaio. Durante la cerimonia per il 55° anniversario della Rivoluzione cubana Raul Castro denuncia: “Nel nostro caso, come avviene in diverse regioni del mondo, si percepiscono tentativi di introdurre, in modo sottile, piattaforme di pensiero neoliberale e di restaurazione del capitalismo neocoloniale, infilate contro le essenze stesse della Rivoluzione Socialista a partire da una deliberata manipolazione della storia e dell’attuale situazione di crisi generale del sistema capitalista, a scapito dei valori, identità e cultura nazionale, favorendo, l’individualismo l’egoismo e l’interesse mercantilista sopra la morale.”

-6 e 7 marzo. La rivista Espacio Laical organizza, con finanziamento del governo norvegese, l’evento “Fede religiosa, istituzioni nazionali e modelli sociali”. Tra i partecipanti i blogger

intervistati nel 2011 da Ted Henken. In una intervista a Progreso Semanal uno dei partecipanti ha chiesto al governo di Cuba di “moderare” la sua politica estera per accordarsi con gli USA ed un altro uno “shock” nella politica economica cubana.

-12 aprile: Diaz Canel in chiusura dell’ VIII Congresso dell’Unione Nazionale Scrittori e Artisti di Cuba (UNEAC), presso il Palazzo delle Convenzioni dell’Avana il 12 aprile 2014: “l’opportunismo di coloro che vogliono marcare la distanza e diventare “personaggi” facendo ammiccanti al ​​nemico, deve essere smantellata nelle nostre pubblicazioni e nelle reti sociali. Dobbiamo sapere differenziare tra chi solleva onestamente dubbi e critiche nei nostri spazi di dibattito, da chi cerca notorietà, soprattutto al di fuori del paese, con posizioni opportuniste.”

-Maggio: BBC Mundo apre Voces desde Cuba, mescolando autori “ufficiale” e “dissidenti”

-14 maggio: inizia la pubblicazione di 14 y medio, giornale digitale di Yoani Sánchez.

19 maggio: il Cuba Study Group, diretto da Carlos Saladrigas, invia una “lettera aperta” ad Obama, firmata da uomini d’affari e personalità, dal titolo “Sostieni la società civile cubana”. Carlos Saladrigas dichiara alla stampa: “Il presidente Obama ha ripetutamente constatato l’inefficacia della politica verso Cuba. È giunto il momento di prendere provvedimenti per aumentare il sostegno alla società civile cubana”

– Maggio: Elaine Díaz riceve una borsa di studio dalla Nieman Foundation di Harvard. Secondo la Fondazione Nieman, studierà “modelli di giornalismo basati su internet che possano servire ad una pluralità di voci nella società civile cubana, con un focus particolare sulla costruzione di consenso politico e la riconciliazione nazionale”.

-Giugno: il presidente di Google, Eric Schmidt e Jared Cohen, direttore di Google ideas, visitano Cuba. Si incontrano due volte con Yoani Sánchez. Eric Schmidt è presidente della New America Foundation.

-Giugno: La Chiesa cattolica destituisce Lenier González e Roberto Veiga come editori della rivista Espacio Laical

4 luglio: l’agenzia Reuters intervista Roberto Veiga sul suo nuovo progetto, Cuba Posible: “Ho un’opinione personale a favore di una Cuba multipartitica. Il nostro progetto vuole facilitare questo e contribuire alla serenità nel processo. “(…)” Cuba Posible promuoverà il “cambiamento transitorio””

7 luglio: Elaine Díaz intervista, per Global Voices, Lenier González su Cuba Posible. “Il cyberspazio ha aiutato molto a creare sinergie positive di comprensione e depolarizzazione nella società cubana transnazionale. Se qualcosa ha caratterizzato gli ultimi 10 anni, è un andare “al centro” in un insime importante di attori sociali e politici, dentro e fuori l’isola”. Afferma che “nel contesto cubano non si tratta di modificare “un modello di stampa” ma di trasformare “un modello di Stato”. Questo “modello di Stato” consacra, costituzionalmente, un’ideologia e la proietta su tutta la nazione, e mette tutto il suo apparato istituzionale in funzione della sua riproduzione, come se si trattasse di una chiesa e dei suoi fedeli”.

-9 settembre: Annunciano borsa di studio di Yahoo per Yoani Sanchez alla Georgetown University

– 22 ottobre: Nel​​la Plenaria dell’Unione dei Giornalisti di Cuba (UPEC) si presenta la prima Inchiesta Nazionale sui Media e le prove della formazione di un Sistema di Media Privati ​​a Cuba, articolato nello spazio pubblico digitale

-Novembre: Ernesto Londoño, editorialsita del New York Times, viaggia a Cuba.

-21 novembre: The New York Times pubblica il profilo dei promotori di Cuba Posible. Li presenta come due figure moderate che “guidano un’incipiente cultura del dibattito”, aprendo spazi in cui verificare “l’appetito dei cubani nel trovare una terza via”.

-Novembre: Harold Cardenas fa un tour negli USA, è il primo cubano ad essere invitato al Programma di Leadership Internazionale Edward R. Murrow del governo USA: “I partecipanti sono professionisti emergenti nei media a stampa, di diffusione e digitali che vengono negli USA per esaminare i diritti e le responsabilità di una stampa libera in una democrazia, osservando le prassi operative, standard e le istituzioni dei media.” Nel 2015 e 2016 sarà l’unico cubano invitato ai “Dialoghi Atlantici” del tedesco Fondo Aleman Marshal degli USA, che secondo il suo sito web “si impegna per la cooperazione transatlantica nelle sfide ed opportunità regionali, nazionali e mondiali nello spirito del Piano Marshall” e “contribuisce alla ricerca e analisi e riunisce i leader su rilevanti questioni transatlantiche per i responsabili della formulazione della politiche” ed “offre ai leader in ascesa opportunità per sviluppare le loro competenze e reti attraverso lo scambio transatlantico”. Tra i relatori Kerry Buck, Ambasciatore presso la NATO, del Canada, Katherine Almquist Knopf, direttora del Centro di Studi Strategici d’Africa, Dipartimento della Difesa USA, Michael Franken, vice ammiraglio aggiunto del Comando delle Operazioni Militari, USA in Africa

-17 dicembre: annuncio della nuova politica USA verso Cuba.

19 dicembre: Barack Obama nella conferenza stampa esprime sulla una nuova politica verso Cuba: “Offre la possibilità di ampliare la disponibilità delle telecomunicazioni ed Internet a Cuba in un modo che non era mai accaduto prima. E col tempo, questo corrode questa società molto chiusa e penso che, allora, offra le migliori possibilità per condurre a più libertà e maggiore autodeterminazione per il popolo cubano. Penso che comincerà inciampando, ma attraverso l’impegno abbiamo più opportunità di generare cambiamenti che se lo avessimo fatto in un altro modo.”

– 24 dicembre: Tania Brugueras convoca una performance in Plaza de la Revolución a L’Avana, il 30 dicembre, che è impedita dalle autorità cubane, denunciandola come provocazione politica. Primo grande spiegamento di un’operazione politica nei social network verso Cuba. The New York Times pubblica un editoriale, dove dichiara: “Il piano Bruguera ha rappresentato il primo test se la decisione del Presidente Obama di iniziare a normalizzare le relazioni tra i due paesi avrebbe incoraggiato il regime dei Castro ad essere più tollerante con le voci critiche”.

-26 dicembre: Ernesto Londoño chiude la sua serie su Cuba sulla pagina editoriale del New York Times, che aveva iniziato il 11 ottobre, con una reportage su “Le nuove e promettenti voci in linea di Cuba”: La Joven Cuba, La Chiringa de Cuba ed il sito 14 y medio.

2015

-20 gennaio: Primo numero di Cuba Posible nel suo sito ufficiale

-27 e 28 gennaio: Evento di Cuba Posible, a Washington DC, con il Cuba Research Center della Georgetown University coordinato da Phil Peters, che Ted Henken menziona come la persona che lo ha presentato a Yoani Sánchez. Come pubblicato da Progreso Semanal vi assistono Hugo Cancio (OnCuba), Harold Cardenas (La Joven Cuba-El Toque), Elaine Diaz (Periodismo de Barrio), Norge Rodríguez Armiñán (Salir a la Manigua) e dirigenti e collaboratori di Cuba Posible.

-22 febbraio: Reuters pubblica un reportage sul proprietario di OnCuba E’ Hugo Cancio il contatto per gli affari USA a Cuba?, in cui rivela la sua storia finanziaria prima di stabilirsi a Cuba: “I suoi affari hanno avuto problemi. L’ultima volta che Fuego ha ufficialmente riportato risultati finanziari, la società ha rivelato che nei nove mesi terminanti a febbraio 2009 i suoi ricavi sono stati di soli 17477 $, in calo del 93% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Fuego ha perso 113917 $.”

-Marzo: Nel suo blog, il filosofo e blogger cubano, residente a Miami, Emilio Ichikawa descrive “la posizione centrista” come la politica ufficiale USA verso Cuba, “è quella dell’attuale amministrazione Democratica USA, quella del presidente Obama e dei suoi funzionari, come il Segretario di Stato Kerry e Roberta Jacobson. Ed è anche quella di alcuni intellettuali cubano-americani e cubani moderati come Roberto Veiga e di imprenditori con visibilità intellettuale come Hugo Cancio”.

-21 marzo: El Nuevo Herald pubblica un appello della Fondazione Alternative -legata al Partito Socialista Operaio Spagnolo (PSOE)- dal titolo “Miami, L’Avana, Europa: tabella di marcia” su Cuba: “Proprio la terza via che Europa e USA dovrebbero mettere sul tavolo delle trattative, il nucleo del deal, non sono grandi pretese, a priori, in libertà e pluralismo politico da parte del regime cubano -poiché questo deve giungere nel processo negoziatore- ma avere pieno accesso per l’incipente società civile, sia “l’oppositrice” come la “non oppositrice” e l’ancora “non posizionata”, rafforzando le loro basi economiche e favorendo la loro mobilità interna ed esterna, mentre si va cementando progressivamente una classe media.”

-Aprile: Fernando Ravsberg -ora editore di OnCuba- guida critiche alla prestazione della delegazione della società civile cubana al Vertice delle Americhe a Panama: Se Obama parla con Raul perché si rifiutano di condividere spazi con la “dissidenza” . A giugno Ravsberg lascia OnCuba, sostituito dall’editrice di Progreso Semanal, Milena Recio.

-19 maggio: L’agenzia Reuters intervista un alto funzionario del Dipartimento di Stato sui “programmi di aiuto alla democrazia a Cuba” di fronte alla nuova politica di Obama verso l’isola: “I programmi democratici (…) sono cambiati nel tempo e continueranno a farlo per riflettere una realtà, che si tratti una realtà sul terreno a Cuba o negli USA” ha detto il funzionario in una conferenza telefonica, in condizione di anonimato secondo le norme del Dipartimento di Stato.”

-8 giugno: In un reportage per il quotidiano Público.es Fernando Ravesberg definisce Cuba Posible “nuova forza politica”, viene immediatamente amplificato dal web di Radio and TV Martì.

-Luglio: l’Ambasciata di Norvegia apre la chiamata per il Fondo norvegese per il Cinema Cubano

-Luglio: Elaine Díaz ritorna a L’Avana. Convoca giornalisti da optare per il sito Periodismo de Barrio, con uno stipendio di 100 cuc al mese. Viene annunciato che il finanziamento sarà sostenuto con i risparmi della borsa di studio e le donazioni.

-27 luglio: Anthony Blinken, Sottosegretario di Stato USA in un’intervista a El Pais: “Crediamo che aprire la relazione è il modo migliore per raggiungere gli obiettivi che avevano coloro che hanno sostenuto l’embargo. Questo permetterà al popolo cubano, alla classe media, avere più contatto con il mondo e con gli USA. Questo ci permetterà estendere i nostri contatti nella società cubana. Le misure che stiamo prendendo rafforzeranno la classe media a Cuba. Questo è il miglior strumento per ottenere quello che tutti vogliamo: una Cuba libera, prospera e democratica.”

-Luglio: Dieci giovani giornalisti cubani vanno a Berlino per partecipare ad un corso finanziato dalla fondazione Taz Panter Stiftung con il sostegno del ministero tedesco degli Esteri e Reporter Senza Frontiere. Organizza la convocazione la Direttrice di Periodismo de Barrio. Il corso sarà mantenuto su base annua.

-1 e 2 ottobre: ​​L’Ambasciata norvegese a Cuba celebra il Seminario Internet ed Economia, prospettive ed opportunità per il futuro di Cuba. Assistono Ted Henken e diversi blogger. Secondo il sito Yoanislandia è organizzato dai blogger Norge Rodriguez Armiñán e Taylor Torres che hanno ricevuto 27000 $ dall’ambasciata.

-4 Ottobre: ​​TV Martí annuncia che cerca commedianti per satirizzare politici e altre figure pubbliche cubane.

-14 Ottobre: ​​L’Ufficio delle Trasmissioni per Cuba (Radio e TV Martí) ha consegnato un premio per la creazione di una della rete di distribuzione di DVD ed unità flash di Radio Martí sull’isola.

-18 Ottobre: ​​si pubblica il primo numero di Periodismo de Barrio

2016

-Gennaio: El Toque, di Radio Nederland, si concentra esclusivamente su argomenti dedicati a Cuba e autori cubani. Secondo la pubblicazione “il nuovo obiettivo de El Toque Cuba è continuare a pubblicare le inquietudini dei giovani blogger e giornalisti cubani.” Harold Cardenas viene assunto come suo editore.

-Febbraio: durante una visita del ministro del commercio estero e degli investimenti stranieri negli USA, Rodrigo Malmierca, la Segretaria del Commercio USA, Penny Pritzker, è interessata “in particolare, ai cambiamenti che si possono considerare nel prossimo Congresso del Partito.”

-20 al 22 marzo: Barack Obama visita Cuba. Nella sua conferenza al Gran Teatro de La Habana per la società civile dell’isola sono invitati, dall’Ambasciata USA, molti dei presenti all’evento di gennaio di Cuba Posible con la Georgetown University. Si riunisce, nell’ambasciata USA, con rappresentanti della “dissidenza”. Durante quest’anno e l’anteriore dignitari d’ Europa, Canada e USA, visitanti Cuba, si riuniscono con persone presenti all’evento del gennaio 2015 a Washington.

-27 marzo: Cuba Posible pubblica l’editoriale “La battaglia finale per il futuro di Cuba è iniziata”

13 aprile: Cuba Posible informa: “Durante i giorni 11 e 12 di questo mese di aprile, quattro membri del “Laboratorio di Idee Cuba Posible” hanno completato un intenso programma di lavoro a Washington DC, organizzato dalla statunitense Foundation WOLA. Ailynn Torres Santana (membro del Consiglio di Direzione e coordinatrice del Programma “Fraternità”), Julio Cesar Guanche (membro del Consiglio e coordinatore del Programma “Agora”), Lenier González Mederos (sub-direttore), e Roberto Veiga Gonzalez (direttore), hanno tenuto diversi incontri con noti soggetti sociali, politici ed accademici nella capitale USA”.

-16 Aprile: Raul denuncia nuovamente “le azioni indirizzate a introdurre piattaforme di pensiero neoliberista e di restauro capitalista appoggiate da una perversa strategia di sovversione politico ideologica che attenta contro le essenze stesse della Rivoluzione, la cultura cubana, la storia e i valori che in queste sono stati forgiat i (…)Questi programmi sono indirizzati verso settori che il nemico identifica come i più vulnerabili e comprende i giovani, gli intellettuali, i lavoratori associati alla forma non statale e le comunità con le maggiori difficoltà materiali ed economiche.”

-16 al 19 aprile: Si svolge il VII Congresso del Partito Comunista di Cuba. Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez qualifica la visita di Obama come “un attacco a fondo alla nostra concezione, alla nostra storia, alla nostra cultura ed ai nostre simboli”.

2 maggio: Il direttore di Cuba Posible, Roberto Veiga, ammette di avere un rapporto “molto cordiale” con Carlos Saladrigas.

-26 maggio: Si svolge nella sede della Open Society di George Soros, a New York, l’evento “Cuba e le sue sfide attuali”, organizzato da Cuba Posible. Hanno partecipato tra altri, gli ambasciatori della UE e USA a Cuba, così come un “esperto in transizioni” della Fondazione tedesca Friedrich Ebert.

-12 luglio: Dirigenti di Cuba Posible: “… abbiamo lavorato e lavoreremo con le controparti estere, tra cui Open Society Foundations di George Soros”

-22 agosto: in una lettera all’UNEAC per il suo anniversario, Raul nota: “Oggi siamo doppiamente minacciati nel campo della cultura: dai progetti sovversivi che cercano di dividerci e dall’ondata colonizzatrice globale”.

-28 settembre: Il Programma per le Americhe del Comitato per la Protezione dei Giornalisti emette, all’OSA, un “rapporto speciale” su Cuba con testimonianze di blogger e impiegati in nuovi siti e riviste digitali. Testimoniano i partecipanti all’evento all’evento di Cuba Posible, a Washington, intervistati da Ted Henken e altri (El Toque, La Joven Cuba, On Cuba, Periodismo de Barrio, 14 e Medio…). L’Unione dei Giornalisti di Cuba risponde denunciando che “i suoi informatori a Cuba siano stati scelti tra i collaboratori dell’embrione della “libertà di stampa”, intesa come libertà di impresa, finanziata da dove anche si impone ai paesi del Sud, solo un modo di organizzare la propria società, la propria economia e la propria partecipazione politica”.

-12 e 13 settembre: Sessiona a Miami “Prima conferenza sulla libertà nell’uso di Internet a Cuba”, organizzata dal governativo Ufficio delle Trasmissioni a Cuba (Radio e TV Martí): assistono Alan Gross, liberato a Cuba a dicembre 2014, ed i blogger cubani Norge Rodríguez Armiñán e Taylor Torres.

-22 settembre: Il quotidiano Granma pubblica l’articolo di Raúl Capote, ex agente della CIA, dal titolo “La nuova stampa”. Denuncia “la fitta rete di media e social network tessuta intorno a Cuba con alleati interni e collaboratori, gente che un giorno è in grado di scrivere nella stampa popolare rivoluzionaria, in Granma, Juventud Rebelde, o altri e l’altro nella stampa nemica; gente capace di negare ciò che affermavano, con forza, ore prima, per convenienza; gente che pensa e scrive secondo i dettami di chi li paga di più; gente che scrive per i media privati ​​al servizio del capitale, hanno un unico scopo, screditare lo Stato rivoluzionario, indebolire i pilastri che sostengono l’istituzionalità della Rivoluzione.”

-25 novembre: muore Fidel. Più di sette milioni di cubani firmano, come giuramento, il suo concetto di Rivoluzione.

2017

-7 febbraio: Javier Gómez Sánchez rompe con il blog La Joven Cuba. Indica come causa il rifiuto di uno dei suoi editori di criticare Cuba Posible.

-20 al 22 febbraio: Evento “Il cambiamento costituzionale e la democrazia a Cuba”, organizzato dal Centro Studi Costituzionali Iberoamericano (CECI) diretto da Rafael Rojas ed il Centro per la Ricerca e Docenza Economica (CIDE), Città del Messico, 20- 22 febbraio Sede: Hotel La Casona, Durango 280, Colonia Condesa.

-31 marzo: Cuba Posible pubblica “Nota della direzione”: “… informiamo, che in modo coincidente, i noti intellettuali Aylin Torres e Julio Cesar Guanche, per propria volontà e per motivi professionali, hanno richiesto di essere sollevati dalle loro responsabilità nel Consiglio di Direzione e come responsabili dei Programmi “Fraternidad” e “Ágora”. Tuttavia, comunichiamo che continueranno a collaborare con il lavoro di Cuba Posible e che Aylin Torres continuerà, per un altro mese, coordinando i lavori già gestiti e garantendo il successo degli altri sforzi intrapresi”

-19 maggio: Cuba Posible pubblica un’intervista di Roberto Veiga a Rafael Rojas sul cambio di Costituzione a Cuba.

-16 giugno: Trump firma, a Miami, una direttiva su Cuba in cui promette azioni su Internet per promuovere il cambito.

-1 luglio: Appello al X Congresso dell’UPEC: “I falchi USA conntinuano a scommettere sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione come risorse per intervenire nei sistemi di comunicazione cubani, creare tensioni politiche interne e articolare l’opinione pubblica contro la Rivoluzione.Contano su una rete nazionale permeata dalle influenze delle reti internazionali e dalla presenza di media privati ​​con enormi budget provenienti dall’estero, che cercano di imporre le loro agende informative in controcorrente alle reali esigenze di informazione e comunicazione del popolo cubano e della sua Rivoluzione.”

Luglio: La pubblicazione di testi di Elier Ramírez ed Enrique Ubieta riferiti al “centrismo politico” nella stampa cubana scatena polemiche nelle reti tra intellettuali cubani che copriranno quel mese e parte del successivo.

-Luglio: Denunciano partecipazione di Pedro Monreal (consulente accademico di Cuba Posible) in evento del 22 febbraio per una nuova costituzione cubana organizzato da Rafael Rojas, in Messico, per conto del Centro Studi Costituzionali Iberoamericano (CECI) con 60 mila dollari dell’USAID da distribuire tra i suoi partecipanti, inclusa la Fondazione dei Diritti Umani a Cuba, appartenente alla Fondazione Nazionale Cubano Americana. Arturo López Levy si riferisce ad esso nel programma radiofonico di Edmundo García ‘La noche se mueve’.

-Agosto: si filtra il video dove l’allora primo vicepresidente cubano Miguel Diaz Canel commenta l’attuare sovversive dei progetti OnCuba, Cuba Posible e Otro 18.

-Agosto 28: Editore de La Joven Cuba, Harold Cardenas, annuncia beneficiare di una borsa di studio alla Columbia University.

-Novembre: Blog PostCuba denuncia affari ed illegalità dietro il finanziamento del sito Cartas desde Cuba di Fernando Ravsberg che già non sarebbe un blog, ma una impresa mediatica con webmaster e social media sotto contratto.

-Novembre: Si diffonde informazione sui fondi destinati, dal 2014 al 2016, a Cuba da parte del National Endowment for Democracy (NED) -considerta persino da The New York Times come facciata della CIA. Nella Tesi di Laurea presso l’Istituto Superiore di Relazioni Internazionali Raúl Roa García (ISRI) realizzato da Aileen Carmenaty Sanchez con tutoraggio di Néstor García Iturbe e dell’Eroe della Repubblica di Cuba, Gerardo Hernández Nordelo, Vice direttore dell’ISRI, si afferma che durante il periodo di ristabilimento delle relazioni Cuba-USA, si è verificato un notevole aumento nelle cifre dedicate ad ogni progetto che integra questa organizzazione. Nel 2014 la NED ha ricevuto l’importo di 3057104 $ e, nel 2015, 3681301 $, un aumento di 624197 $. Ciò che costituisce un pò più del 20% di aumento, mentre continuava l’interscambio politico con i funzionari di entrambi i paesi, attraverso conversazioni di carattere economico, politico e sociale.

-26 novembre: Culmina la prima fase delle elezioni a Cuba. Nessuna delle 170 persone previste nella pittaforma sostenuta da Washington, Otro 18, è risultata nominata come candidata nelle assemblee di circoscrizione.

-29 novembre: Rafael Rojas presenta presso la Casa de America a Madrid la raccolta per una nuova Costituzione cubana e visita la redazione di Diario de Cuba dove parla al riguardo.

2018

-7 Febbraio: il governo di Donald Trump crea Internet Task Force per Cuba.

-4 marzo: Carlos Saladrigas pubblica su Cuba Posible un articolo dove afferma che “Cuba ha 60 anni in una Rivoluzione che ogni giorno accelera la marcia indietro”.

-23 marzo: il governo di Donald Trump annuncia 20 milioni di $, nel 2018, per “promuovere la democrazia a Cuba”.

-19 Aprile: Assemblea Nazionale di Cuba proclama Miguel Diaz Canel come Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri di Cuba, che nel suo discorso di inaugurazione giura lealtà alla eredità di Fidel.

-1 maggio: Multitudinaria marcia, in tutta Cuba, di più di 7 milioni di persone, 900000 a L’Avana, a sostegno dell’elezione del nuovo governo cubano.

(Traducción al italiano de Roberto Monerisi del artículo “Breve e incompleta cronología de un fracaso.” )

2 pensamientos en “Breve ed incompleta cronologia di un fallimento. Par Iroel Sánchez

  1. Wednesday, December 7, 2016
    Recuerdos del guerrero en su caída
    (Ejercer el poder, aun desde el máximo consenso, desde la más clara voluntad y acción de servicio, siempre será una labor terrible, un ¨embarrarse¨ en el tremedal de la contingencia histórica. Tomar decisiones entre polos disyuntivos que comportan un quantum de desgarramiento, agonía o tragicidad.

    Explicarse los fenómenos histórico-sociales solo por la presencia de los grandes hombres es una cómoda tentación o una tontería anecdótica. No obstante, cuando un hombre asume el liderazgo de un proceso histórico, carga sobre sí, en la simplicidad de su nombre singular, toda la complejidad plural de ese quehacer y sus consecuencias. Es decir, que por leyes, al parecer ancestrales e inevitables de simbolización referencial, todo el proceso queda estampado bajo el nombre del líder, y este nombre se convierte en la metáfora sacrificial y unitiva de la enmarañada y pujante realidad. Todo acto histórico genera dinámicas ulteriores que no estaban inscritas en el proyecto ni en el pensamiento del sujeto que le imprime su impronta. A esto algunos lo han llamado la “heterotelia” de la acción, señalando con ello la presencia en lo histórico de un componente o material resistente y evasivo, de un excedente de irracionalidad.

    El “intelectual” puede llegar a saber esto y hasta describir el fenómeno, pero lo más seguro, lo habitual, es que terminará aterrándose ante ello, y, en un salto de abstracción, se refugiará en un cielo de arquetípicas esencias en el que siempre dispondrá de coartadas metafísicas y “geométricas” para acusar las imperfecciones de todo obrar y osar. El político, digo, el revolucionario, el que sin olvidar las exigencias del Cielo y precisamente por ellas permanece “fiel a la Tierra”, el que quiere cambiar la realidad y para ello no cuenta con más mundo que este, meterá las manos en la viscosa opacidad heterotélica de la Historia y asirá por los cuernos la “obscura acometida”, sabiendo que, inevitablemente, por leyes de simbolización, cargará sobre sí la responsabilidad por las patadas que a diestra y siniestra lanza la Bestia intentando la fuga o la revancha.

    Despertar a un pueblo y situarlo rigurosamente frente a su propia historia, haciendo que a través de la praxis revolucionaria o resistiéndose a ella se manifiesten o revelen los poderes ocultos de la alienación, es una tarea original y trágicamente hercúlea. Tarea para la que Platón en La República había previsto la crucifixión. Es difícil renunciar a la comodidad de la ceguera. Salir de la Caverna o renunciar a las ollas de Egipto, divorciarnos de las mentiras con que nos habían casado y obligado a vivir y sentir ante la verdad que el mundo nos caía encima y la tierra les negaba la sólida certeza a nuestros pies… Romper con la obviedad ocultante, con la complicidad sensual de lo cotidiano y los inveterados hábitos mentales que, como “costra tenaz del coloniaje”, velan nuestra cautividad y ciegan las fuentes de nuestra historicidad o capacidad de ex-sistir, de apertura al Ser…).

    Hasta aquí transcribo unos apuntes que hice en Miami hace muchos años, a raíz de una de las tantas “muertes” de Fidel Castro celebradas en esa ciudad. Esa vez me creí la noticia y sentí la necesidad de saldar mis cuentas con esa tamañuda figura de la Historia y de mi vida, pues tuve el duro y bello privilegio de nacer bajo su tiempo. Recuerdo que la canalla celebró más de siete veces el deceso del líder cubano. Pero siempre se disipaba la noticia, gracias a Dios, y yo postergaba mi artículo, y eran los personajes de la localidad, aquellas malignas caricaturas de la Historia, quienes en patética y defecatoria procesión terminaban uno tras otro en las cajas funerarias de San Nicolás del Peladero o Miami, capital de la ridiculez y la mezquindad históricas.

    Pero esta vez sí es cierto. Estoy en Cuba. El pasado sábado en la mañana un amigo golpeó en mi puerta con la noticia envuelta en la evidente tristeza de su voz. Y evoqué el momento en que, ya con cuarenta y cinco años y después de un largo y doloroso proceso de parto ideológico, pude estrechar la mano de ese hombre que desde lo alto de su enigma me miró con una expresión algo sonriente que generaba confianza, aunque también una sensación escalofriante. Creo recordar que me dijo dos palabras. Su irradiante y silenciosa estatura moral junto a su estatura física era algo imponente, por no decir casi aplastante o estremecedor. Sí, hay que vencer los fariseos pudores postmodernos que nos impiden reconocer la existencia de los grandes hombres, mal que le pese al enanismo resentido que no soporta mirar pa´rriba, pues su mezquindad se consuela con nivelarlo todo en la pequeñez del nunca romper el cascarón del egoísmo, de la falta de corazón, inteligencia y coraje. Alrededor del poder, cuando es ejercido sacrificialmente, merodea un asunto sacro que no es tan fácil de deconstruir o laicizar como se cree desde las tonterías o sandeces racionalistas de la Ilustración. Pésele a quien le pese, hay hombres elegidos y envueltos por una investidura cenital o abismal… Yo creo en el Dios revelado en Jesucristo, y eso me libera de cualquier tentación idolátrica, pero esa misma libertad que me viene del Trascendente, del Único que verdaderamente Es y Será, me permite a la vez reconocer agradecido y sin miedo la existencia de los héroes, de los “elegidos que no caben en la muerte”, esos que se consumieron como velas alumbrando a los demás, esos que para los griegos ocupaban un estrado entre los hombres y los dioses. Yo estuve frente a ese gigante sacrificial del siglo veinte que despertó a mi país a una paradójica y terrible misión olvidada desde Dos Ríos… ¡Este país que al mismo tiempo que se puede enorgullecer de un pueblo de hombres generosos, alegres y valientes también adolece de una plebe o comparsa inercial de gente baladí, pachanguera, choteona y malagradecida! Gentes que, como decía José Julián, comieron y bebieron, pasaron por la vida y no supieron de sí…

    Antes de que Fidel se volviera hacia mí, yo, temiendo que pasara de largo, extendí mi brazo derecho y lo agarré fuerte por el hombro izquierdo, no sé cómo me atreví… Bajo mis dedos, a través de la tela suave de su traje gris, sentí la dura extremidad de su clavícula. Un guardaespaldas negro y gigantesco me susurró al oído: Oye, deja la mano ahí pero afloja, ¿me oíste bien? Entonces Fidel se volvió… Pasada la comitiva, quedé desconcertado, me serví un trago —alguien me había dicho dos horas antes que no tomara ni una copa hasta que lo saludara, pues al Comandante no le gustaba el aliento alcohólico ni los ambientes de bebedera —, y creo que fue un dirigente cubano quien me alentó a llevarle a mi mujer uno de los ramos de orquídeas y lirios que adornaban la mesa y una botella de vino: dile que es un regalo de Fidel… Tarde en la noche caminé altivo por la solitaria calle de La Plaza hasta Zapata y A. Dentro de mí dialogaban sosegadamente Marx, Santo Tomás, de Maistre, Dostoyevsky… Desperté a mi mujer, celebramos y mi hija comenzó a crecer en su vientre. No puedo negar que a veces he sido dichoso, aunque fuese una misteriosa tregua de un par de días… Después volví a mi ciudad de provincia donde ¨Caín y Abel continúan dándose puntapiés bajo la mesa¨, donde algunos oportunistas, camaleones, burócratas y gente mal nacida han intentado —y casi han logrado—, con sorna y envidia, hacerme olvidar que he luchado de verdad por mi país sin repetir consignas de guatacas, sin esperar nada a cambio, y que me he asomado por instantes a la grandeza humana. Han pasado muchos años. Camino solo. Pienso. Pienso en mis largos días… Personalmente no le debo nada a la Revolución, incluso algunos de sus seguidores oportunistas, en tiempos de soberbia triunfalista y de la indestructible Unión Soviética, antes de traicionar como siempre hacen, destrozaron mi juventud y me hicieron miserable la vida. Yo, que nunca había sido revolucionario, me sumé a la Revolución precisamente cuando desde lejos la vi pelear sola, como un león herido en medio de la noche mundial de la usura y la avalancha de los mercaderes del templo tras la caída del Muro de Berlín. Nunca se había visto en la Historia algo parecido, un duelo tan desigual. Era Leónidas y los trescientos espartanos, era una verdadera Orden de Caballería que eclipsaba mis amadas leyendas del Medioevo.

    Soy un reaccionario medieval, pero estuve dispuesto a ir con los ¨comunistas¨ o nacional-revolucionarios cubanos hasta la muerte, pero solo hasta ahí… no más allá, como solía decir José Bergamín. Aunque bajo apelaciones teóricas ateo-marxistas, la Revolución cubana trajo el mandato evangélico de la justicia social, pero, sobre todo, como último acto de la Contrarreforma contra la avalancha blanco-anglosajona-protestante, sacó a mi país de la cautividad. Fidel fue hijo espiritual de San Ignacio de Loyola y Alonso Quijano; Julio Antonio Mella —Nicanor Mac Partland—, Antonio Guiteras y Ernesto Guevara tenían sangre irlandesa ¡Extraños caminos de la Providencia! No le debo particularmente nada a la Revolución, ni un viajecito a Bulgaria, ni una beca en la Unión Soviética, ni un puestecito de comisario. Nada en específico. A ella y a la Iglesia ¡les debo todo!

    Tuve esperanzas de volver a encontrarme con Fidel. Creía tener mucho que contarle y hasta sugerirle. Imaginaba que nos íbamos a reír muchísimo de las ¨razones¨ que yo había tenido en mi juventud para oponerme a él. Me creí con derecho a ese encuentro, quería contarle del trabajo que me había costado entenderlo, además de que desde niño había escuchado todos sus discursos por más de treinta años y él nunca me había escuchado a mí, ¡gracias a Dios!

    Ahora la posibilidad de ese diálogo ha quedado rota, del mismo modo que sucedió con mi hermana, mi padre, mi hermano y mis dos tíos. Las personas amadas se mueren así, inesperadamente, sin que les hayamos dicho lo más esencial. Vivimos inmersos en la irresponsabilidad metafísica ante la finitud, en la postergación inconsciente de las tareas que la muerte le impone al amor. Y así nos caen encima sábados grisáceos como este en que según un trovador cubano ¨la tarde se pone triste, y la lluvia trae un dolor¨… ¡Y qué dolor!

    Esa muerte nos disminuye, como diría John Donne. Con Fidel se va buena parte de nuestras vidas, al tiempo que con él se nos acaba la comodidad moral de vivir a la sombra fundacional de un hombre grande que era capaz de prever, descubrir y neutralizar a tiempo cualquier oscura trama imperialista y de enfrentar de manera genial y creadora cualquier inesperada adversidad. Su ausencia nos pone ante la vastedad exigente de un campo de responsabilidad, pero en ese mismo campo hay sembradas buenas semillas que podrían germinar a pesar de la cizaña que no es poca

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